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Il metaverso sembra essere il posto dove possiamo dormire tranquilli

Decentraland e The Sandbox sono i più noti ambienti immersivi basati su blockchain, ma i dati di utilizzo rivelano una realtà molto diversa da quella che si potrebbe immaginare.

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

I metaversi di Decentraland e The Sandbox, piattaforme immersive basate su Nft e criptovalute (a differenza di Horizon Worlds di Meta o di Fornite), ospitavano eventi del calibro della Fashion Week, erano contesi da marchi come Samsung, Nike e Coca Cola ed erano bazzicati da svariate celebrità tra cui Snoop Dogg e Grimes.

Nel frattempo l’ennesima bolla speculativa legata alle criptovalute (Nft) è scoppiata; mentre l’entusiasmo nei confronti del promesso metaverso si è parzialmente raffreddato, anche a causa delle poche novità davvero rilevanti seguite all’ormai celebre presentazione di Zuckerberg dello scorso anno (con cui è stata annunciata la trasformazione di Facebook in Meta).

DappRadar

Potrebbe però sorprendere scoprire quanto si sia raffreddato l’entusiasmo: secondo i dati diffusi da DappRadar (servizio web che analizza l’utilizzo delle più popolari cripto-piattaforme), nella giornata del 10 ottobre Decentraland ha avuto 535 utenti attivi, mentre The Sandbox, nella stessa giornata, è arrivato a 619. Nel corso degli ultimi 30 giorni, questi numeri si fermano rispettivamente a 6.160 e 10.190. Numeri incredibilmente piccoli e che richiedono qualche precisazione: per DappRadar, un utente attivo è chi non solo entra in una delle due piattaforme, ma fa anche qualche acquisto con criptovalute.

Una metrica contestata dai dirigenti delle due realtà: “È come se tra i visitatori di un centro commerciale venissero conteggiati solo quelli che hanno comprato qualcosa”, ha per esempio spiegato, parlando con CoinDesk, il CEO di The Sandbox Arthur Madrid. Ma allora cosa ci dicono i numeri che misurano tutti gli utenti che sono entrati in questi due ambienti immersivi? Se si guardano i dati diffusi da DCL-Metrics (uno strumento di analisi costruito dagli stessi utenti di Decentraland), si scopre che gli utenti quotidiani nel mese di ottobre sono in realtà stati poco più di 7mila al giorno, mentre in tutto il mese di settembre si arriva a un totale di 57mila utenti unici attivi.

Decentraland e The Sandbox

Numeri migliori, ma che – oltre a essere nettamente scesi rispetto a un anno fa (quando Decentraland vantava 300mila utenti mensili e 20mila quotidiani) – sono comunque molto bassi per una realtà valutata in 1,3 miliardi di dollari. Lo stesso discorso vale per The Sandbox, realtà dal valore economico simile ma di cui è più difficile conteggiare gli utenti: secondo le ultime stime rintracciabili – risalenti all’aprile scorso – la piattaforma fondata nel 2011 a San Francisco poteva contare su 300mila utenti mensili; facile immaginare che nel frattempo siano anch’essi scesi.

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Confrontare questi numeri con quelli di realtà il cui successo anticipa di molto l’avvento del termine “metaverso” fa una certa impressione. Fortnite può oggi contare su 80 milioni di utenti attivi mensilmente, mentre Roblox arriva addirittura a 200 milioni. Per misurare davvero la diffusione di Decentraland e The Sandbox può essere ancora più utile confrontare i loro numeri con quelli della piattaforma che prima di ogni altra ha anticipato l’attuale visione di metaverso: Second Life.

Second Life

Ancora oggi – nonostante siano passati più di 15 anni dall’apice del successo e sia ormai scomparsa dal radar mediatico – Second Life può contare su circa 200mila utenti attivi ogni giorno e 500mila attivi mensilmente. La piattaforma fondata nel 2003 da Linden Lab può quindi ancora oggi contare su un’utenza nettamente superiore a quella di Decentraland e The Sandbox messe assieme.

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Fonte Italian.Tech

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