Articoli

Il legislatore indeciso tra tutela consumatori e sviluppo: dubbi e indecisioni sull’Intelligenza Artificiale

L’Intelligenza Artificiale (AI) è una tecnologia in continua evoluzione che ha il potenziale di rivoluzionare il mondo in cui viviamo.

Come tutte le tecnologie emergenti, l’AI presenta anche alcune sfide e rischi. 

Cosa succede se si vuole brevettare un sistema sviluppato da un sistema di Intelligenza Artificiale autogenerativa ?

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

L’AI Act è stato il primo tentativo al mondo di normare l’intelligenza artificiale, in questo articolo facciamo alcune considerazioni sul tema.

Sistema DABUS

La Suprema Corte del Regno Unito ha definitivamente respinto le istanze dell’imprenditore americano Stephen Thaler per ottenere due brevetti per altrettante creazioni di un sistema di AI autogenerativa di sua proprietà chiamato DABUS. Lo stesso Thaler aveva perduto, lo scorso agosto, una causa del tutto simile negli Stati Uniti di fronte al giudice Federale di Washington (DC). Le motivazioni del giudice inglese dicono che un “inventore” deve essere, secondo la legge inglese “un essere umano o una società non una macchina”. Il giudice americano aveva motivato il suo rifiuto con la mancanza di adeguato contenuto creativo e originale nelle produzioni dei sistemi AI di machine learning.

In realtà le decisioni dei giudici, sia americano che inglese, non devono stupire perché, allo stato, i sistemi di AI sono più degli strumenti che degli operatori e quindi fuori, per definizione, dalla possibile tutela delle leggi sul copyright/diritto d’autore.

Tuttavia, il prodotto DABUS non è stato menzionato specificamente dal legislatore inglese o americano. In generale, i legislatori stanno cercando di trovare un equilibrio tra la tutela dei consumatori e lo sviluppo dell’AI. La tutela dei consumatori è un tema importante per entrambi i legislatori, ma allo stesso tempo, l’AI ha il potenziale di migliorare la vita delle persone in molti modi. È importante che i legislatori continuino a lavorare per garantire che l’AI sia utilizzata in modo responsabile e sicuro, proteggendo i diritti dei consumatori e promuovendo il benessere della società nel suo insieme

Newsletter sull’Innovazione
Non perderti le notizie più importanti sull'Innovazione. Iscriviti per riceverle via e-mail.

Elon Musk a Roma

Nel suo ultimo, e molto pubblicizzato, passaggio romano Elon Musk, in un incontro privato, ha sottolineato quanto “sia difficile oggi dire cose intelligenti sull’AI perché anche mentre stiamo parlando la tecnologia e la scienza vanno avanti e tutto è in evoluzione”. Verissimo. Un motivo in più per evitare con l’AI gli errori fatti con Internet tra la fine degli ’80 e i ’90 del secolo scorso quando fu deciso che non era necessaria alcuna regolamentazione. I risultati li abbiamo visti con le creazioni di imprese semi-monopolitiche con potenza economica e mediatica superiore agli Stati.

AI Act: primo tentativo al mondo, di regolare l’AI

L’accordo raggiunto in sede UE con l’AI Act, la prima articolata normativa sull’AI a livello mondiale è un segnale importante. Sia della consapevolezza dell’urgenza di adeguati interventi istituzionali sia di quanto sia difficile farli proprio perché il settore è in fortissima evoluzione. Tant’è che la legge UE (originata a livello tecnico nel 2022) non comprendeva i sistemi autogenerativi tipo Chat GPT divenuti popolarissimi negli ultimi mesi.

A breve i Legislatori si troveranno di fronte, da un lato, alla necessità di trovare norme chiare ed efficaci che tutelino soprattutto i diritti di scelta e di trasparenza dei consumatori. Dall’altro, alla necessità di evitare che regole non adeguate blocchino lo sviluppo e l’innovazione in un settore chiave della nuova modernità.

Letture Correlate

Ercole Palmeri

Newsletter sull’Innovazione
Non perderti le notizie più importanti sull'Innovazione. Iscriviti per riceverle via e-mail.