Nasce DiCampus, progetto tra Università e imprese per la Cultura digitale

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Nasce DiCampus, progetto tra Università e imprese per la Cultura digitale

DiCampus, è un progetto promosso e nato dalla collaborazione tra #DiCultHer e Campus Orienta – Il Salone dello studente per sostenere, realizzare e qualificare ulteriormente il rapporto tra il mondo della Scuola, dell’Università e delle imprese per realizzare continuità nel processo formativo e, soprattutto, integrazione della formazione con il tessuto sociale e produttivo di riferimento anche alla luce delle trasformazioni della “Cultura digitale”, della società e del mercato del lavoro nazionale e internazionale.

“Partendo dalla condivisione di esperienze, garantire a tutte le studentesse e a tutti gli studenti le competenze chiave per affrontare i cambiamenti e le sfide del loro presente, per proiettarsi al meglio nel futuro, per diventare cittadine e cittadini attivi e consapevoli, capaci di condividere valori comuni e di confrontarsi positivamente con l’altro”. Sono questi gli obiettivi del progetto di orientamento post-diploma, inerente il settore della “Cultura digitale“, intesa come consapevolezza ampia di cosa l’innovazione digitale rappresenti e di come essa possa essere opportunità in tutti i settori economici in cui ci si trovi ad operare.

Per DiCultHer, l’orientamento nelle sue diverse dimensioni (diffusione delle informazioni, formazione, facilitazione alle scelte e sostegno all’inserimento negli ambienti di studio e di lavoro) viene a collocarsi come asse portante nell’ambito delle iniziative che la stessa Associazione ha assunto nel corso di questi ultimi anni, e vuole facilitare –o almeno tentare- una organicità di approcci nei processi educativi e formativi e nelle scelte delle nostre studentesse e dei nostri studenti. In questo contesto, la collaborazione con Campus Orienta – Il Salone dello studente, realtà che si occupa di orientamento post – diploma da oltre 30 anni, si pone in perfetta continuità ed integrazione.

Nell’azione ministeriale in tema di orientamento avviata sin dagli anni ‘90, la separazione fra scuole e università, e fra queste ed altre istituzioni locali e il mondo del lavoro, costituisce uno degli asset prioritari affrontato sia attraverso una riflessione teorica, sia con la sperimentazione di soluzioni operative, che partono da lontano con il documento “L’orientamento nelle scuole e nelle università”. Approvato dalla Commissione interministeriale di cui all’art. 4 della legge n. 168/89 (istitutiva del Ministero dell’Università e della Ricerca), nonché nel “Regolamento in materia di accessi all’istruzione universitaria e di connesse attività di orientamento” del 21 luglio 1997, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 29 luglio 1997 e i relativi atti di indirizzo emanati dal MURT/MPI sin dall’agosto 1997.

Ciò che appare rilevante in queste iniziative ministeriali sono, da una parte le indicazioni teoretiche, dall’altra l’organicità delle azioni auspicate. La stessa definizione di orientamento contenuta nel documento “L’orientamento nelle scuole e nelle università“, appare significativa e tuttora valida e di riferimento per il progetto DiCampus: “l’orientamento consiste in un insieme di attività che mirano a formare e/o a potenziare nei giovani capacità che permettano loro non solo di scegliere in modo efficace il proprio futuro, ma anche di partecipare attivamente negli ambienti di studio e di lavoro scelti. Tali capacità riguardano, infatti, la conoscenza di se stessi e della realtà sociale ed economica, la progettualità, la organizzazione del lavoro, il coordinamento delle attività, la gestione di situazioni complesse, la produzione e la gestione di innovazione, le diverse forme di comunicazione e di relazione interpersonale, l’auto-aggiornamento ecc.. … le capacità indicate sono rilevanti in un periodo storico nel quale i mondi vitali sono indeboliti, favoriscono una partecipazione sempre più matura ai processi educativi e, successivamente, costituiscono componenti necessarie della cittadinanza e della professionalità”.

Cultura Digitale per gli studi e il lavoro

Sottolineare ulteriormente come l’introduzione delle tecnologie digitali abbia avviato una fase che molti analisti considerano epocale per lo sviluppo sociale e produttivo a livello glocale per la salvaguardia delle specificità e delle caratteristiche dei territori, al confronto globale, appare in questo momento una operazione desueta perché sono almeno dieci anni che ci siamo immersi dentro pienamente. Ciò che sembra invece rilevante è il fatto non più rinviabile del riconoscere il valore della “Cultura Digitale” come conoscenza consapevole del digitale, delle tecnologie ad esso collegate e degli strumenti e tecniche di comunicazione rese disponibili dal digitale stesso per acquisire competenze mediali utili al raggiungere di obiettivi culturali, formativi e di crescita sociale dei nostri ragazzi per offrire loro gli strumenti per le loro scelte di vita, ma anche opportunità in tutti i settori economici in cui ci si trovi ad operare. “Cultura Digitale” diversa dalle competenze digitali di base e di literacy (di base, di cittadinanza, di elementare uso del computer e di internet), sono prerequisiti necessari – cioè centrate sugli aspetti tecnici e sulle abilità operative, è opportuno soffermarci viceversa sui nuovi paradigmi di cui solo recentemente si va prendendo consapevolezza che suggeriscono che tutti i lavoratori e tutti gli studenti devono possedere una Cultura Digitale intesa come consapevolezza ampia di cosa l’innovazione digitale rappresenti e di come essa possa essere opportunità in tutti i settori economici in cui ci si trovi ad operare.

Le esperienze maturate in ambito DiCultHer in questi ultimi anni, appaiono significative sull’evoluzione dei modelli di studio e lavoro con una significativa assunzione della consapevolezza sulla necessità di facilitare il passaggio verso una strutturazione dei processi formativi articolati in long life learning della Digital Culture, come implementazione di un insieme integrato di approcci culturali e formativi, processi, metodi, e tecniche finalizzati alla costruzione di un sistema di competenze digitali consapevoli, abilitate alla gestione, co-creazione, salvaguardia, conservazione, sostenibilità, stabilità, trasferimento, accessibilità, riuso delle entità culturali digitali contemporanee e future, tramite acquisizione cosciente dell’identità connaturata al digitale di fondamento e risorsa essenziale del lavoro del XXI secolo e, nel contempo, di memoria storica dell’evo digitale contemporaneo.

A tutte le studentesse, studenti e docenti che parteciperanno a qui appuntamenti culturali di orientamento, verrà consegnato il #Dicultherdigitalbadge attestante le #microcredenziali derivanti dalla partecipazione a DiCampus.

Il #DigitalBadge ha l’obiettivo di certificare la partecipazione attiva alle attività DiCampus ai fini di riconoscerne le competenze acquisite.

COME?

Attraverso la partecipazione delle scuole della rete ai Saloni dello Studente nel corso dei quali avranno a disposizione spazi riservati per esporre e dare visibilità ai loro progetti. La modalità sarà quella dello “studente che spiega a studente”.

DOVE?

Nelle varie sedi dei Saloni dello studente.

COSA?

Preliminarmente, partendo dai temi e dalle attività proposte annualmente da DiCultHer, nonché dalle esperienze maturate da docenti e studenti nello sviluppare le varie iniziative proposte da #DiCultHer.

INFO:

salonedellostudente@class.it; diculther@diculther.eu

(Fonte: DiCultHer)

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