Open innovation, Innovazione del business sfruttando la ‘saggezza delle folle’

innovazione open
Metodi

L’innovazione creata dal mercato, quella sostenibile e quella efficiente sono i tre modelli adottati dalle società che intendono aprirsi all’esterno.

L’innovazione dovrebbe essere correlata all’uso del crowdsourcing e dello scouting

Innovazione

Spesso quando si parla di crowdsourcing si associa la metodologia ad un mero esercizio di soluzione di problemi legati all’innovazione dei propri prodotti o servizi. Ciò non è errato, anzi abbiamo già affrontato l’argomento sottolineando come utilizzare la “wisdom of the crowd” in maniera profittevole per l’azienda, cercando di definire alcune buone pratiche per sfruttarlo al meglio.

Eugene Ivanov. Nel suo blog scrive che ci sono alcuni strumenti dell’open innovation che possono essere usati per innovare il proprio business model. Il suo schema rende chiaramente l’idea di come appunto si possa fare ricorso alle diverse pratiche dell’innovazione aperta nelle tre fasi evolutive del modello di business di un’azienda, e vorrei appunto prendere spunto da ciò per elaborare ulteriormente questa interessante analisi.

Innanzitutto Eugene parla dei tre modelli principali di business model: l’innovazione creata dal mercato (market creating innovation – MCI), l’innovazione sostenibile (sustaining innovation – SI) e in ultimo quella efficiente (efficiency innovation – EI). L’innovazione creata da una necessità di mercato si riferisce appunto a quei modelli che generalmente colmano un gap di mercato, o ne creano di nuovi (Uber), ovvero qualcosa che non era presente, ma che comunque soddisfa le necessità del mercato stesso in cui si propone. Quando invece si parla di innovazione sostenibile invece ci si riferisce a quei modelli di business che sono già inseriti in un loro mercato e quindi devono trovare nuove value propositions, ovvero devono sostenere il proprio business con qualcosa di nuovo (la Nespresso Prodigio connessa all’Internet of things). In ultimo, il modello per le aziende che hanno un business model consolidato, e che ha bisogno di essere ottimizzato, magari con azioni di riduzione dei costi o miglioramento dei processi interni (lean e continuous improvement). Una volta definiti i modelli di business, Eugene spiega come gli strumenti dell’open innovation possono essere utilizzati nella creazione, nello sviluppo, e nella validazione del modello stesso. A questo punto vorrei sviluppare ulteriormente l’analisi, estendendo gli strumenti dell’open innovation individuati da Eugene, e provando a rivedere gli andamenti dei grafici spiegati nel suo blog.

Sorgente: Open innovation, come sfruttare la ‘saggezza delle folle’ per innovare il business

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